L’etica del clacson

Breve storia triste del segnalatore acustico sulle auto. Nato come strumento per avvisare dell’imminente arrivo dell’autoveicolo nelle strade con curve cieche o per segnalare un pericolo immediato, si è prematuramente trasformato in mezzo per comunicare rabbia o frustrazione.

Penso che qualcuno sia convinto che non abbia altra funzione che quella di tradurre gli insulti in stimoli sonori..amplificandone la portata.

Talvolta i servizi o i prodotti vengono pensati dai produttori per un certo uso, ma poi, nella pratica, gli utenti o utilizzatori, ne fanno un altro: così è stato per l’SMS che non era stato pensato per “comunicare” ritardi o.. per chattare.

Ma fin qui non ci sarebbe nulla di male, giacché in un mondo che non è affatto semplice e lineare come pure spesso pensiamo, è ovvio che le possibilità elaborate da una mente collettiva o connettiva (una tribù, una comunità o una società) possano superare l’immaginazione del singolo.

Il focus è un altro, infatti: ma perché le persone non usano più il clacson nella strade di campagna o di montagna?

Forse perché nella maggior parte dei casi si guida in superstrada o nel traffico e non in mezzo a tortuosi percorso collinari? Probabile, ma se fossimo così intelligenti come riteniamo di essere, non dovremmo adeguare il nostro comportamento all’ambiente ed al contesto?

Non solo non lo usiamo, ma se qualcuno lo usa (ehm.. dei pazzi come il sottoscritto..) non rispondiamo nemmeno.. quasi che non si possa o non si debba usare: temiamo forse di disturbare gli uccellini sugli alberi?
Mi viene il dubbio che probabilmente la cultura di prevenire l’incidente ce la siamo persa e non solo sulla strada: sembra far parte di uno stesso “disegno” (tuttavia privo di autore..)ossia l’incapacità di pensare ed agire in via minimamente preventiva.
Credo che molto sia legato ai cd. bias del futuro: non ci prefiguriamo un futuro problematico in ossequio al dio della scaramanzia e così, paradossalmente, finiamo per concausare quei problemi ai quali non vogliamo pensare..

Questo vale per il vaccino, una dieta sufficientemente sana, un minimo di attività sportiva, le competenze del futuro come professionisti. Vale per coloro che hanno deciso di prendersi una parte delle proprie responsabilità optando tra scelte consapevolmente imperfette, sapendo che quelle ideali non esistono e che le proprie azioni non hanno effetti solo su di noi stessi, ma anche sugli altri.

Due colpetti di clacson non costano nulla. Costa non darli, casomai.