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L’etica si può insegnare e sviluppare.

Non ci siamo dimenticati il punto interrogativo: crediamo davvero che si possano – anzi si debbano – trasferire conoscenze e competenze per consentire ai professionisti di agire eticamente.

Forse le famiglie non consentono più di sperimentare una vita etica.

Forse non ci pensa la scuola e nemmeno le università o gli ordini professionali, compressi nella deontologia: tutti motivi per farlo qui.

E’ troppo facile lamentarsi di un mondo, di una nazione, di un società o di una semplice comunità che pare spinta solo dall’egoistica ricerca di profitto o benessere, senza fare nulla.

E’ semplice, troppo semplice, incolpare sempre qualcun altro: le istituzioni, il governo o l’opposizione, la modernità o la tecnologia.

La più grande malattia intellettuale di questi tempi si chiama “scusite“. La colpa non è mai la nostra e invece lo è, in piccola parte, ma lo è: potremmo fare qualcosa e non lo facciamo, pensando che sia inutile e così lasciamo tutto perfettamente com’è.

In attesa di grandi leader che ci ispirino e ci indichino una strada, proviamo a diventare dei piccoli leader di provincia, in casa o in ufficio: sarebbe già un grande inizio.

Siamo soli e senza scuse.

Jean Paul Sartre